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    Tra stambecchi e ghiacciai

    Tra stambecchi e ghiacciai

    • Periodo Ottimale: 23-28 giugno 2020; 1-6 settembre 2020
    • Giorni: 6
    • Zona di interesse: Parco Nazionale del Gran Paradiso
    • Costo: € 745
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    Lo vedi quello? È Il Massiccio del Gran Paradiso.

    Magnifico, impassibile, il più alto con la sua coperta di ghiaccio.

    Pensa quante volte gli stambecchi si sono battuti tra di loro al suo cospetto, pensa quanti fischi di marmotte, quanti volteggi di aquile e gipeti.

    Un sovrano indifferente e silenzioso, un blocco di roccia che ti può raccontare tutte le sue storie, se lo vuoi ascoltare.

    Itinerario naturalistico e culturale guidato nella wilderness italiana più stupefacente, alla scoperta degli animali e degli ambienti del Parco Nazionale del Gran Paradiso, in compagnia di un biologo esperto di fauna vertebrata.

    • Gran Paradiso il Parco Nazionale più antico d’Italia.
    • Cime,  ghiacciai, valichi e valli del Parco Gran Paradiso, La Grivola, il colle del Nivolet, Valsavarenche, Val di Rhemes, Valnontey e Val di Cogne. La montagna di alta quota, l’aria sottile e il ghiaccio.
    • Gli ambienti alpini bosco di conifere, praterie d’alta quota, torbiere e zone umide, ambienti rocciosi. Flora protetta d’altitudine e delle valli. Un’overdose di panorami per fare correre lo sguardo.
    • La straordinaria fauna d’alta quota – camosci e stambecchi, marmotte, aquila reale.  Il ritorno del magnifico gipeto.

    ClimaCollocazione geograficaBiodiversitàValore conservazionistico

    Notevoli differenze di altezza, pendenza e aspetto tra le valli determinano forti differenze climatiche all’interno del GPNP. Tuttavia, è possibile identificare le principali peculiarità climatiche di questa zona. Il clima della zona è tipicamente alpino-continentale, caratterizzato da basse temperature medie, elevate differenze stagionali e una generale scarsità di precipitazioni. Il clima differisce tra la parte settentrionale e meridionale del Parco, in particolare per quanto riguarda le precipitazioni annuali. In effetti, sono circa 900-1300 mm all’anno nella regione Piemonte e circa 1,5 volte meno nella regione di Aosta. L’inverno può presentare un’elevata quantità di neve,  e la durata del periodo in cui la neve rimane sul terreno dipende fortemente dall’altitudine e dai versanti (da 4 a 6 mesi, da novembre-dicembre a marzo-aprile). Per quanto riguarda le temperature, possono essere considerati due periodi principali: una stagione fredda, tra cui autunno e inverno (picco più freddo tra dicembre e febbraio, con temperatura media giornaliera generalmente inferiore allo zero) e una stagione calda, in primavera estate (picco più caldo tra luglio e agosto).  Le precipitazioni sono generalmente più abbondanti sul versante piemontese, differenza dovuta al fatto che il massiccio del Gran Paradiso crea, sulla Valle d’Aosta, un effetto barriera per le masse di aria umida di origine mediterranea.

    Alpi occidentali, Val d’Aosta

    Le montagne del gruppo sono state in passato incise e modellate da grandi ghiacciai e dai torrenti fino a creare le attuali vallate. Nei boschi a fondovalle gli alberi più frequenti sono i larici, capaci di crescere in breve tempo anche sui terreni nudi dell’alta montagna, misti ad abeti rossi, pini cembri e più raramente all’abete bianco. A mano a mano che si sale lungo i versanti, gli alberi fanno posto ai vasti pascoli alpini, ricchi di fiori nella tarda primavera. Salendo ancora, la vegetazione quasi scompare mentre sono le rocce e i ghiacciai che caratterizzano il paesaggio anche se straordinaria è la presenza di fiori ai limiti dei 4mila metri: giglio di monte, campanule, silene, sassifraghe, ranuncoli e genziane, oltre a specie preziose come la stella alpina, l’assenzio e l’androsace dei ghiacciai.

    Boschi di larici e abeti, vaste praterie alpine, rocce e ghiacciai costituiscono lo scenario ideale per la vita di una fauna ricca e varia: lo stambecco è l’animale simbolo del parco, dove è presente con molti esemplari. Molti sono anche gli esemplari di camosci e marmotte insieme con lepri alpine, volpi, martore, tassi, ermellini e donnole. È possibile osservare anche piccoli mammiferi, come il toporagno acquatico e quello comune, il topo selvatico e il topo selvatico collo giallo e l’arvicola delle nevi.

    Gli uccelli sono quelli classici dell’ambiente montano: aquila reale, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, civetta capogrosso, civetta nana, rondone alpino, picchio nero, picchio rosso maggiore, tridattilo e muraiolo. Tipico dei boschi di conifere è il crociere, dal becco con le punte incrociate, peculiarità che gli permette di far leva sulle pigne per estrarne i semi. Il Gipeto, uno degli avvoltoi europei di maggiori dimensioni, è tornato recentemente a nidificare nel Parco, dopo essere stato reintrodotto sulle Alpi negli anni ’80 a seguito dell’estinzione avvenuta agli inizi del ‘900, proprio in Valle di Rhêmes, prima dell’istituzione dell’area protetta. Alcuni individui di questo avvoltoio, che si nutre principalmente di ossa di carogne, hanno nidificato nell’area protetta. Nei corsi d’acqua guizzano tre specie di trota: comune, iridea e fario. Tra i rettili: vipera comune, ma anche la lucertola vivipara, il ramarro occidentale, l’orbettino e il colubro di Riccioli.

    Il Parco Nazionale del Gran Paradiso (GPNP) è un’area protetta istituita nel 1922; è il parco nazionale più antico d’Italia. Confina con il Parco Nazionale della Vanoise in Francia. Questi due parchi formano un enorme sistema di aree protette ad alta quota nelle Alpi, caratterizzate dalla presenza di significativi ghiacciai e ambienti ad alta quota, e ospitano la popolazione sopravvissuta originale dello stambecco alpino (Capra ibex) .Il GPNP comprende diversi ecosistemi a diversa altitudine (circa 800-4000 m slm), in particolare le aree boscose nella fascia montana, gli habitat ecotonali nella fascia subalpina e i prati in quella alpina. La cintura nivale è ampiamente rappresentata all’interno del Parco. Gli habitat con vegetazione scarsa o assente (rocce, massi, ghiacciai) coprono circa il 60% del territorio, prati e pascoli il 17%, circa il 20,2% è caratterizzato da boschi e arbusti, mentre lo 0,8% da terre coltivate e aree urbane. Gli ecosistemi acquatici, oltre i corsi d’acqua, comprendono quasi 15 laghi, più grandi di 10000 m2 e situati a un’altitudine superiore a 2000 m slm. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il parco nazionale più antico d’Italia e uno dei più estesi. La creazione dell’area protetta era fortemente legata alla salvaguardia dell’animale simbolo del Parco, lo Stambecco, che dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale tornò a essere una specie in pericolo. Solo 416 animali sono sopravvissuti in tutto il mondo ed erano tutti all’interno del Parco.

    Fin dalla sua fondazione, il Parco è attivamente coinvolto nella protezione della sua biodiversità animale e vegetale e dal 1947 è dotato di un proprio servizio di vigilanza. I ranger hanno una conoscenza dettagliata del territorio del Parco, dei suoi animali e del suo ambiente, e forniscono un servizio unico nel suo genere, che sorveglia il territorio dall’alba al tramonto. La presenza di questo servizio garantisce un profondo contatto con il territorio e la possibilità di valutare la presenza e la distribuzione delle specie bersaglio e di monitorare l’evoluzione di alcuni importanti habitat.

    Più di 57 specie di animali, 5 di piante e 36 ‘habitat sono protetti dalla direttiva europea, ma soprattutto per gli invertebrati la vulnerabilità è maggiore, soprattutto considerando altre importanti categorie (endemismo, tolleranza alla temperatura, capacità di dispersione …). Lo straordinario ritorno del Gipeto, estinto dal 1912, è un successo degli sforzi di conservazione.

    Inoltre, il Parco, per il suo stato naturale, l’alto livello di conservazione dei suoi ecosistemi, la buona integrazione tra turismo e attività agricole (oltre un milione di persone visitano il Parco ogni anno) e la sua posizione di area protetta transfrontaliera, vicino a il Parco Nazionale della Vanoise e il Parco Naturale del Mont Avic, ottenuto nel 2007 il Diploma europeo delle aree protette, il prestigioso riconoscimento del Consiglio d’Europa.

    Dal punto di vista scientifico, di grande interesse sono tutti i dati di monitoraggio a lungo termine, riguardanti diverse specie e habitat. Nel caso degli ungulati alpini (Capra ibex e Rupicapra rupicapra), i dati del censimento rappresentano una delle serie più lunghe disponibili (dal 1956). Dal 1992 viene monitorata la posizione dei 59 ghiacciai del Parco. Il monitoraggio della biodiversità animale (7 taxa selezionati) in 30 lotti è attivo dal 2005 e si ripete con frequenza periodica. Inoltre sono stati condotti numerosi studi eco-etologici, in particolare per quanto riguarda lo stambecco alpino (dal 1994), il camoscio (dal 1993), la marmotta alpina (dal 2006). I dati sulla vegetazione sono raccolti dal 1998.
    Più di 10 università e istituti di ricerca collaborano attivamente con il Parco, sviluppando progetti di ricerca e monitoraggio all’interno del territorio dell’area protetta. Numerosi gli articoli scientifici pubblicati negli ultimi anni.

    Itinerario in dettaglio

    • Giorno 1. ritrovo nel primo pomeriggio a Cogne, presso il Centro Visitatori del Parco Nazionale, per una prima introduzione al viaggio e agli ambienti che incontreremo. Spostamento verso la frazione Valnontey, per la visita al Giardino Botanico Alpino Paradisia, cena e pernottamento in caratteristico hotel valdostano.
    • Giorno 2. giornata di trekking con partenza in direzione del rifugio Vittorio Sella e laghi del Lauson, per l’osservazione della fauna tipica (habitat rocciosi). Pranzo al sacco o in rifugio a scelta. Ritorno a Valnontey (anello opzionale lungo il sentiero che passa dai Casoni de l’Herbetet). Cena e pernottamento  in caratteristico hotel valdostano.
    • Giorno 3. spostamento verso la Valsavarenche in località Plan de la Pesse. Poi partenza da località Eaux Rousses verso la casa di caccia di Levionaz, per incontrare i ricercatori dell’Università di Sassari attivi nello studio dello stambecco alpino. Pranzo al sacco. Dopo pranzo ridiscesa verso valle e visita ai piccoli borghi di Nex e Tignet e poi verso Degioz, capoluogo di valle, sede dei guardiaparco e del Centro Visita dedicato ai predatori. Cena a Eaux Rousses in ambiente caratteristico. Pernottamento in chalet a Plan de La Pesse. Alternativa rispetto a Levionaz:  la casa di caccia di Orvielle (base dei ricercatori dell’Università dell’Insubria attivi nello studio della marmotta alpina) poi verso Degioz e Nex Tignet.
    • Giorno 4. trekking verso i laghi del Nivolet e ritorno (6h totali) per osservazione fauna tipica (habitat di torbiera/paludi d’alta quota e praterie). Cena a Eaux Rousses in ambiente caratteristico. Pernottamento in chalet a Plan de La Pesse (chalet).
    • Giorno 5. trekking rifugio Chabod – rifugio Vittorio Emanuele e ritorno (6 h totali). I rifugi sono punto di partenza per le salite alla vetta del Gran Paradiso e sono immersi in uno scenografico panorama sotto i ghiacciai del massiccio. Cena a Eaux Rousses in ambiente caratteristico. Pernottamento in chalet presso Plan de La Pesse.
    • Giorno 6. spostamento in auto verso Rhemes Notre Dame, visita al Centro Visita del Parco Nazionale (dedicato al gipeto) e trekking verso rifugio Benevolo partendo da Thumel (4 h totali), per osservazione fauna tipica (habitat di prateria). Ritorno verso Thumel previsto per le ore 16:00 circa e rientro.
    Servizi Compresi
    • Tutte le attività come da programma
    • Accompagnamento da parte del biologo per tutta la durata del viaggio
    • Tutti i permessi
    • Utilizzo di strumentazione per l’osservazione di animali (ottiche lunghe Swarovski, termocamera, fari per spotlighting)
    • Materiale informativo sulle aree protette visitate e sulla fauna delle alpi occidentali
    • Assicurazione medico/bagaglio
    • Vitto e alloggio full board, salvo pasti esplicitamente indicati
    Servizi Non Compresi
    • Trasporto
    • Quota gestione pratica (euro 30)
    • Bevande
    • ingresso ai centri visita
    • spese di sanificazione eventualmente imposte per legge.
    • Assicurazione annullamento viaggio (opzionale)
    • Mance ed extra personali e in generale ciò che non è compreso in “Servizi Compresi”
    Costi
    745 Euro

    Disclaimer 1: L’itinerario proposto è da considerarsi un programma di massima. Salvo differenti accordi preliminari con i partecipanti, le aree visitate e i tempi di permanenza saranno rispettati, ma potrebbe variare l’ordine di successione delle tappe. Sarà nostra cura inviare un programma definitivo aggiornato ai partecipanti, in tempo utile e prima della conferma ufficiale, in modo da consentirne la valutazione.

    Disclaimer 2: A seguito di decisioni, anche improvvise, delle autorità del paese, potranno verificarsi variazioni nel costo finale. In situazioni di questo genere, che auspichiamo non debbano verificarsi, sarà nostra cura trasmettere le comunicazioni ufficiali dei ministeri competenti, in totale trasparenza. Ci riserviamo di adeguare la quota, in ottemperanza alle normative vigenti.

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